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lunedì , 15 ottobre 2018
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Castelmezzano, il più bel paese del mondo!

E’ Castelmezzano, un paese incastonato tra le montagne lucane di cui la maggior parte degli italiani probabilmente non ne conosce nemmeno l’esistenza, il più bel posto sconosciuto al mondo e tra i trentasette borghi più belli d’Italia.

A stilare la classifica fu il portale di New York Budget Travel, che qualche anno  fa ha chiesto a 10 persone di descrivere alcuni luoghi ‘scoperti’ recentemente di cui non si è mai sentito parlare. Accanto al paesino della Basilicata ci sono Caraiva in Brasile, la regione di Baranja in Croazia, Estacada negli USA, Irgalem in Etiopia, Wroclaw in Polonia, Puerto Angel in Messico, la regione dello Jura in Francia, Jomsom in Nepal e Sangkhlaburi in Thailandia. Per quanto riguarda Castelmezzano la scoperta, in senso turistico, è di Enrico Pizzorni, un piemontese con un passato da ciclista alle spalle, che una sera – mentre perorreva in bici le vie delle ‘Dolominiti Lucane’ – si è imbattuto subito fuori da una galleria scavata nella roccia in una serie di case arroccate in una gola rocciosa con i tetti in lastre di pietra arenaria e sotto le quali innumerevoli sottoportici uniscono ripide scalette, stradine e piazzette. Pizzorni consiglia anche di visitare il Becco della Civetta, un ristorante a gestione familiare che cerca di preservare le specialità culinarie tipiche della tradizione lucana, come i cavatelli con mollica di pane. ”Hanno ricette che non si trovano neppure nei paesi limitrofi”, afferma Pizzorni che raccomanda di non lasciarsi sfuggire, dopo cena, la visita ai resti del fortilizio normanno-svevo, là dove la vedetta della guarnigione militare sorvegliava la sottostante valle del Basento. “E’ molto romantico- afferma – l’Italia è piena di questi posti sconosciuti”.

LA CITTA’ DEI TEMPLARI

E’ impossibile non restare affascinati dalla splendida ed eterea bellezza di questo luogo, che pare un diadema della corona della regina Terra, abbarbicato tra le alte guglie delle Dolomiti Lucane.
Castelmezzano nasce nel X secolo, quando i cittadini di Mandoro (Mondo d’Oro) fuggirono e cercano riparo tra le vette delle montagne degli arabi che stavano invadendo la zona. Qui trovarono salvezza, sia per la zona ricca d’acqua sia perché le ripide rocce permettevano di difendersi dagli invasori facendo rotolare enormi massi.

Castelmezzano ha origini da un insediamento militare normanno dal nome di Castrum Medianum (castello di mezzo tra Pietrapertosa e Albano), che si stabilì in questo luogo per monitorare e allontanare l’avanzata araba, costruendo una fortezza raggiungibile attraverso una stretta e ripida scalinata che sale verso il cielo.

Gradinata Castelmezzano
Gradinata Castelmezzano

Lo stemma templare
La magia che suggerisce questo luogo nasce soprattutto dal suo trascorso storico, la città era infatti magione templare. A testimonianza di ciò vi sono varie simbologie distribuite in tutto il paese, prima tra esse un elemento di fondamentale importanza: lo stemma del paese.
Esso rappresenta lo stemma dei Templari vero e proprio perché riporta due cavalieri su un unico cavallo.

Stemma
Stemma

Questo simbolo ha da sempre identificato l’Ordine, dato che riassumeva in un’immagine la povertà e la carità (la condivisione di un unico cavallo) e la dualità spirituale, il bianco e il nero, il bene e il male, necessari entrambi per ottenere la conoscenza assoluta. Adamo ed Eva, nati e cresciuti nel Bene, ebbero la conoscenza assoluta non appena assaggiarono la mela del peccato giungendo a toccare la conoscenza assoluta non appena capirono l’essenza del male. La luce illumina e sconfigge il buio, ma senza di esso non potrebbe esistere. Per questo il concetto di bianco e nero era così caro ai Templari, perché il vero cammino dell’iniziato nascendo dall’oscurità, dopo una serie di prove  avrebbe finalmente raggiunto la luce del Bene assoluto. Un cammino di Adamo ed Eva… al contrario! I due cavalieri nello stemma della città potrebbero anche essere i due crociati che partirono alla conquista della Terra Santa verso l’anno mille.

Questo simbolo ha da sempre identificato l’Ordine, dato che riassumeva in un’immagine la povertà e la carità (la condivisione di un unico cavallo) e la dualità spirituale, il bianco e il nero, il bene e il male, necessari entrambi per ottenere la conoscenza assoluta. Adamo ed Eva, nati e cresciuti nel Bene, ebbero la conoscenza assoluta non appena assaggiarono la mela del peccato giungendo a toccare la conoscenza assoluta non appena capirono l’essenza del male. La luce illumina e sconfigge il buio, ma senza di esso non potrebbe esistere. Per questo il concetto di bianco e nero era così caro ai Templari, perché il vero cammino dell’iniziato nascendo dall’oscurità, dopo una serie di prove  avrebbe finalmente raggiunto la luce del Bene assoluto. Un cammino di Adamo ed Eva… al contrario! I due cavalieri nello stemma della città potrebbero anche essere i due crociati che partirono alla conquista della Terrasanta verso l’anno mille.

La leggenda dei pastori Paolino e Ualano
Una leggenda racconta che a trovare il luogo perfetto per fondare Castelmezzano fu un pastore di nome Paolino che nei suoi viaggi alla ricerca di  nuovi pascoli, trovò una zona perfetta per rifugiare gli abitanti in pericolo, non solo era protetto da alte rocce che costituivano un nascondiglio perfetto, ma il luogo era  anche ricco d’acqua che affiorava naturalmente dalle rocce.
In seguito nell’anno 1000 d.C. venne conquistata dai Normanni che vi costruirono la fortezza visibile ancora oggi. Purtroppo il luogo così ricco di insenature nelle rocce fece proliferare il fenomeno del brigantaggio trasformando la zona in un vero e proprio Far West. Famosa è la vicenda del pastore UALANO che decapitò il temutissimo brigante OCCHIO DI CANE (Storia stranamente identica alla vicenda biblica di Davide e Golia).

Sito web del comune di Castelmezzano: http://www.castelmezzano.net/

About Maria

Maria
Mi chiamo Maria Galante e sono un'appassionata di cucina, ma ancor di più una innamorata di questa regione..."La Basilicata", che cerco di raccontare attraverso le tradizioni culinarie, la sua storia culturale e la sua gente, calda ed ospitale. Non sono Lucana di nascita ma questa terra ed il suo popolo mi hanno conquistato sin dal primo giorno in cui ci siamo incontrati ! Un grazie a quanti, passando da questo blog, vorranno lasciare un saluto !

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